Mappa dei sentieri completa
Percorso B La Civiltà contadina
Percorso TULIPANO BLU 506
Durata 2,5 h
Difficolta' media

Partendo dal borgo di Manarola il percorso attraversa le terrazze coltivate a vite e a uliveto fino al borgo di Volastra ripercorrendo la storia e le tradizioni di una millenaria civiltà contadina.

Partenza da

Partenza da Manarola - Marina di Manarola
1 San Michele*
Circa 50 metri dopo l'inizio della salita che conduce al cimitero, sulla destra è presente un'edicola raffigurante S. Michele. In questo punto infatti si trovava l'Oratorio di S. Michele, di cui se ne ha testimonianza già dal 1546, i cui resti franarono a mare alla fine del XIX secolo. La piazza di forma quadrata sopra allo scalo è nata insieme al paese. Al centro era montato un verricello azionato da muli che consentiva l'alaggio delle barche.

2 Cimitero
In cima alla salita, si arriva all'attuale cimitero di Manarola. Inizialmente, il cimitero era situato nella parte centrale del paese, per essere poi spostato accanto alla chiesa. Da questo punto è possibile vedere il nucleo fortificato del paese. La casa di forma tondeggiante posta a precipizio sulla scogliera è stata edificata ai primi del 900 sopra al forte di difesa del paese. Dal XVI secolo e per circa 200 anni lì era installato uno dei due cannoni di difesa (l'altro era installato più a monte, nella zona che tuttora viene chiamata "l'artiglieria") dai pirati barbareschi che più volte attaccarono il paese. Di tali avvenimenti ci giunge testimonianza attraverso una dettagliata lettera inviata a Genova l'11 luglio 1545 dal luogotenente di Manarola, in cui si narra di come gli abitanti locali riuscirono grazie all'aiuto degli abitanti di Riomaggiore, a respingere l'attacco del famoso pirata Dragut.

3 Madonna del Luogo

Proseguendo la salita, all'incrocio con un altro sentiero è presente un'edicola dedicata alla Madonna. Questo ripido sentiero proviene da Volastra e anticamente proseguiva con una ripida scalinata fino al sottostante scalo di Palaedo. Questo era infatti il sentiero più rapido utilizzato dagli abitanti di Volastra per trasportare il vino alle imbarcazioni degli acquirenti. Salire un tratto di scalinata e procedere a destra al primo incrocio.

ANDARE VERSO L'ALTO SULLA SCALA DEL SENTIERO TULIPANO BLU

4 Madonna del Campaa
Proseguendo il sentiero in salita, si arriva a un'altra edicola dedicata alla Madonna. Qui Allo scopo di benedire e preservare i campi la popolazione effettuava delle processioni attraverso i campi, chiamate Rogazioni. Lungo i percorsi erano presenti numerose edicole votive presso le quali il sacerdote sostava e diceva: "A fulgore et tempestate, a flagello terraemotus, a peste, fame et bello" e il popolo rispondeva in coro "Libera nos Domine". La nicchia sotto a questa edicola veniva una volta utilizzata dai cacciatori, che qui attendevano il passaggio degli uccelli lungo la costa.

5 Segnale
Questo è un segnale della Marina Militare, denominato meda, era utilizzato in passato dalle navi per individuare un allineamento (in linea con la piramide posta sopra all'abitato di Manarola).

INTRAPRENDERELE SCALE CHE PORTANO NEL SENTIERO 506


6 Strada Fiesse
Dopo un breve percorso pianeggiante, si incrocia una larga scalinata, inaugurata nel 1937 come strada di collegamento con il paese di Manarola, fino ad allora collegato solo con scalinate ripide e strette. Se si scende la scala e si attraversa la strada, si imbocca la strada per il Groppo. Proseguendo in salita, si procede per Volastra. Fino alla costruzione del cimitero di Volastra, questa strada veniva utilizzata per il trasporto a braccia delle salme fino al Cimitero di Manarola.

7 Coltivazione degli ulivi
Percorrendo la strada di Fiesse non si può non notare la predominante presenza degli oliveti. Storicamente, questa è stata la principale coltivazione di Volastra e da essa trae origine anche il nome del borgo: Vicus Oleaster (il paese delle olive)

8 Volastra
Durante il periodo delle incursioni saracene (VIII secolo), la popolazione si rifugiò nell'entroterra fino a quando tale pericolo non cessò. Il paese fu quindi rifondato dalle popolazioni della Val di Vara intorno al XII secolo, vicino a un'antica fortificazione attualmente scomparsa. I campi sopra al borgo di Volastra un tempo erano adibiti alla coltivazione dei cereali, non coltivabili nelle strette fasce lungo la costa. Da questo borgo partono poi gli antichi sentieri dell'entroterra, antiche vie di commercio per i paesi costieri. Nelle valli interne infatti era possibile coltivare prodotti, come le castagne, che non erano presenti lungo la costa.

9 Stalle
Il borgo di Volastra fu fondato come paese intorno all’anno 1100, quando iniziò nell’area la coltivazione della vite. Tuttavia, già in epoca romana qui aveva sede una stazione di posta per i cavalli, in quanto di qui passava la strada litoranea di collegamento tra Luni e Genova. Di questo se ne ha memoria nella toponomastica, infatti tuttora una parte del paese è ancora chiamata Stalle. Successivamente, a causa delle scorribande dei pirati Saraceni l’intera costa fu abbandonata della popolazione che si rifugiò nell’entroterra fino a quando tale pericolo non cessò.

10 Cippo nel Sagrato della Chiesa
La tradizione vuole che il cippo all’imboccatura del sentiero per Porciana sia un monumento funebre in onore di due ufficiali della Repubblica di Genova caduti durante la battaglia del 1273. All’epoca Volastra apparteneva alla podesteria di Carpena, posta nell’immediato entroterra e nel 1273 le truppe del genovese Nicolò Fieschi nella loro conquista della riviera orientale iniziarono l’assedio al castello di Carpena seminando distruzione nel borgo di Volastra.

11 Campane
Al periodo delle scorribande dei pirati nel XVI secolo risale invece la leggenda secondo cui gli abitanti di Volastra, per difendere i propri beni, seppellirono le campane e altri preziosi nei terreni circostanti. Purtroppo però, una volta scampato il pericolo, non riuscirono più a ritrovare le campane sepolte e si narra che nelle notti di tempesta il suono di quelle campane risuoni ancora nell’aria.

Partenza da Manarola direzione Groppo
1 San Michele*
Circa 50 metri dopo l'inizio della salita che conduce al cimitero, sulla destra è presente un'edicola raffigurante S. Michele. In questo punto infatti si trovava l'Oratorio di S. Michele, di cui se ne ha testimonianza già dal 1546, i cui resti franarono a mare alla fine del XIX secolo. La piazza di forma quadrata sopra allo scalo è nata insieme al paese. Al centro era montato un verricello azionato da muli che consentiva l'alaggio delle barche.

2 Cimitero
In cima alla salita, si arriva all'attuale cimitero di Manarola. Inizialmente, il cimitero era situato nella parte centrale del paese, per essere poi spostato accanto alla chiesa. Da questo punto è possibile vedere il nucleo fortificato del paese. La casa di forma tondeggiante posta a precipizio sulla scogliera è stata edificata ai primi del 900 sopra al forte di difesa del paese. Dal XVI secolo e per circa 200 anni lì era installato uno dei due cannoni di difesa (l'altro era installato più a monte, nella zona che tuttora viene chiamata "l'artiglieria") dai pirati barbareschi che più volte attaccarono il paese. Di tali avvenimenti ci giunge testimonianza attraverso una dettagliata lettera inviata a Genova l'11 luglio 1545 dal luogotenente di Manarola, in cui si narra di come gli abitanti locali riuscirono grazie all'aiuto degli abitanti di Riomaggiore, a respingere l'attacco del famoso pirata Dragut.

3 Madonna del Luogo

Proseguendo la salita, all'incrocio con un altro sentiero è presente un'edicola dedicata alla Madonna. Questo ripido sentiero proviene da Volastra e anticamente proseguiva con una ripida scalinata fino al sottostante scalo di Palaedo. Questo era infatti il sentiero più rapido utilizzato dagli abitanti di Volastra per trasportare il vino alle imbarcazioni degli acquirenti. Salire un tratto di scalinata e procedere a destra al primo incrocio.

ANDARE VERSO L'ALTO SULLA SCALA DEL SENTIERO TULIPANO BLU

4 Madonna del Campaa
Proseguendo il sentiero in salita, si arriva a un'altra edicola dedicata alla Madonna. Qui Allo scopo di benedire e preservare i campi la popolazione effettuava delle processioni attraverso i campi, chiamate Rogazioni. Lungo i percorsi erano presenti numerose edicole votive presso le quali il sacerdote sostava e diceva: "A fulgore et tempestate, a flagello terraemotus, a peste, fame et bello" e il popolo rispondeva in coro "Libera nos Domine". La nicchia sotto a questa edicola veniva una volta utilizzata dai cacciatori, che qui attendevano il passaggio degli uccelli lungo la costa.

5 Segnale
Questo è un segnale della Marina Militare, denominato meda, era utilizzato in passato dalle navi per individuare un allineamento (in linea con la piramide posta sopra all'abitato di Manarola).

INTRAPRENDERE IL SENTIERO CHE PORTA AL GROPPO


6 Strada Fiesse
Dopo un breve percorso pianeggiante, si incrocia una larga scalinata, inaugurata nel 1937 come strada di collegamento con il paese di Manarola, fino ad allora collegato solo con scalinate ripide e strette. Se si scende la scala e si attraversa la strada, si imbocca la strada per il Groppo. Proseguendo in salita, si procede per Volastra. Fino alla costruzione del cimitero di Volastra, questa strada veniva utilizzata per il trasporto a braccia delle salme fino al Cimitero di Manarola.

7 Edicola Fiesse
Qui è presente un'altra edicola votiva a cui si sostava durante le rogazioni (v. Madonna del Campaa). Di qui parte il sentiero 502 verso il crinale.

8 Coltivazione Gelsi
Le parti più umide, lungo i canali, anticamente erano dedicate alla coltivazione del gelso, alimento principale del baco da seta. Tale coltivazione è entrata in crisi a fine 1700, dopo la conquista francese della Liguria in quanto non è riuscita a sopportare la concorrenza di altre produzioni francesi, come quella di Tolone. Dal XIX secolo, gli abitanti hanno sostituito tale coltivazione con quella del limone.
Partenza da Volastra - Piazzale della Chiesa
1 Volastra
Durante il periodo delle incursioni saracene (VIII secolo), la popolazione si rifugiò nell'entroterra fino a quando tale pericolo non cessò. Il paese fu quindi rifondato dalle popolazioni della Val di Vara intorno al XII secolo, vicino a un'antica fortificazione attualmente scomparsa. I campi sopra al borgo di Volastra un tempo erano adibiti alla coltivazione dei cereali, non coltivabili nelle strette fasce lungo la costa. Da questo borgo partono poi gli antichi sentieri dell'entroterra, antiche vie di commercio per i paesi costieri. Nelle valli interne infatti era possibile coltivare prodotti, come le castagne, che non erano presenti lungo la costa.

2 Campane
Al periodo delle scorribande dei pirati nel XVI secolo risale invece la leggenda secondo cui gli abitanti di Volastra, per difendere i propri beni, seppellirono le campane e altri preziosi nei terreni circostanti. Purtroppo però, una volta scampato il pericolo, non riuscirono più a ritrovare le campane sepolte e si narra che nelle notti di tempesta il suono di quelle campane risuoni ancora nell’aria.


3 Cippo nel Sagrato della Chiesa
La tradizione vuole che il cippo all’imboccatura del sentiero per Porciana sia un monumento funebre in onore di due ufficiali della Repubblica di Genova caduti durante la battaglia del 1273. All’epoca Volastra apparteneva alla podesteria di Carpena, posta nell’immediato entroterra e nel 1273 le truppe del genovese Nicolò Fieschi nella loro conquista della riviera orientale iniziarono l’assedio al castello di Carpena seminando distruzione nel borgo di Volastra.


4 Stalle
Il borgo di Volastra fu fondato come paese intorno all’anno 1100, quando iniziò nell’area la coltivazione della vite. Tuttavia, già in epoca romana qui aveva sede una stazione di posta per i cavalli, in quanto di qui passava la strada litoranea di collegamento tra Luni e Genova. Di questo se ne ha memoria nella toponomastica, infatti tuttora una parte del paese è ancora chiamata Stalle. Successivamente, a causa delle scorribande dei pirati Saraceni l’intera costa fu abbandonata della popolazione che si rifugiò nell’entroterra fino a quando tale pericolo non cessò.

PRENDERE IL SENTIERO GRO CHE PORTA AL PAESE DEL GROPPO


5 Coltivazione degli ulivi

Percorrendo la strada di Fiesse non si può non notare la predominante presenza degli oliveti. Storicamente, questa è stata la principale coltivazione di Volastra e da essa trae origine anche il nome del borgo: Vicus Oleaster (il paese delle olive)

6 Strada Fiesse
La larga scalinata che scende da Volastra fu inaugurata nel 1937 come strada di collegamento a Manarola, fino ad allora collegato solo con scalinate ripide e strette. Se si scende la scala fino in fondo e si attraversa la strada, si imbocca la strada per il Groppo. Girando a destra seguendo le indicazioni, si procede lungo il sentiero panoramico per Manarola. Fino alla costruzione della strada carrozzabile e del cimitero di Volastra, questa strada veniva utilizzata per il trasporto a braccia delle salme fino al Cimitero di Manarola.

GIRARE VERSO DESTRA SUL SENTIERO PANORAMICO TULIPANO BLU

7 Segnale
Questo è un segnale della Marina Militare, denominato meda, era utilizzato in passato dalle navi per individuare un allineamento (in linea con la piramide posta sopra all'abitato di Manarola).

8 Madonna del Campaa
Proseguendo il sentiero, si arriva a un'altra edicola dedicata alla Madonna. Qui Allo scopo di benedire e preservare i campi la popolazione effettuava delle processioni attraverso i campi, chiamate Rogazioni. Lungo i percorsi erano presenti numerose edicole votive presso le quali il sacerdote sostava e diceva: "A fulgore et tempestate, a flagello terraemotus, a peste, fame et bello" e il popolo rispondeva in coro "Libera nos Domine". La nicchia sotto a questa edicola veniva una volta utilizzata dai cacciatori, che qui attendevano il passaggio degli uccelli lungo la costa.

ANDARE VERSO DESTRA

9 Madonna del Luogo
Proseguire il sentiero, fino a che non si incontra una scalinata. Scendere per trovare un'edicola dedicata alla Madonna. Questo ripido sentiero proviene da Volastra e anticamente proseguiva con una ripida scalinata fino al sottostante scalo di Palaedo. Questo era infatti il sentiero più rapido utilizzato dagli abitanti di Volastra per trasportare il vino alle imbarcazioni degli acquirenti. Scendere la scalinata.


10 Cimitero
In cima alla salita, si arriva all'attuale cimitero di Manarola. Inizialmente, il cimitero era situato nella parte centrale del paese, per essere poi spostato accanto alla chiesa. Da questo punto è possibile vedere il nucleo fortificato del paese. La casa di forma tondeggiante posta a precipizio sulla scogliera è stata edificata ai primi del 900 sopra al forte di difesa del paese. Dal XVI secolo e per circa 200 anni lì era installato uno dei due cannoni di difesa (l'altro era installato più a monte, nella zona che tuttora viene chiamata "l'artiglieria") dai pirati barbareschi che più volte attaccarono il paese. Di tali avvenimenti ci giunge testimonianza attraverso una dettagliata lettera inviata a Genova l'11 luglio 1545 dal luogotenente di Manarola, in cui si narra di come gli abitanti locali riuscirono grazie all'aiuto degli abitanti di Riomaggiore, a respingere l'attacco del famoso pirata Dragut.

11 San Michele*

Circa 50 metri dopo l'inizio della salita che conduce al cimitero, sulla destra è presente un'edicola raffigurante S. Michele. In questo punto infatti si trovava l'Oratorio di S. Michele, di cui se ne ha testimonianza già dal 1546, i cui resti franarono a mare alla fine del XIX secolo. La piazza di forma quadrata sopra allo scalo è nata insieme al paese. Al centro era montato un verricello azionato da muli che consentiva l'alaggio delle barche.