Mappa dei sentieri completa
Percorso D Le origini di Riomaggiore
Percorso 593/593v-503c
Durata 3 h
Difficoltà medio alta

Risalendo il Rio Maggiore, il percorso raggiunge il Santuario di Montenero alla scoperta degli antichi borghi collinari da cui è nato Riomaggiore.



Sentiero 593
1 Lavaccio
A Lavaccio (Lavaciu), a fianco del punto informazioni del Parco Nazionale, ha inizio l'antica mulattiera lastricata che risale la valle del torrente Rio Maggiore, arrivando fino alle sorgenti in località  Laghi. Il toponimo deriva dal fatto che qui si trovavano i trogi (ossia i lavatoi) utilizzati per lavare i panni dagli abitanti della parte alta del paese. Subito dopo il primo ponte in pietra, sulla destra, si trova il mulino dei Gìardi: fate caso, appena dopo la casa, al grande masso su cui insistono le scale, probabilmente rotolato fin lì in seguito a un'alluvione.

2 Lupinau
In questa località , così chiamata perchè un tempo vi si coltivavano i lupini, troviamo un importante bivio: l'antico sentiero che segue la valle principale prosegue sulla sinistra, mentre l'imponente scalinata sulla destra segna il punto di partenza della mulattiera che conduce al santuario di Montenero. Nei pressi dell'incrocio è possibile osservare una caratteristica poza, ossia uno dei muretti posti lungo i sentieri principali che venivano usati per appoggiare, senza doversi abbassare, i carichi pesanti, in particolare le corbe, le grandi ceste d'uva trasportate durante la vendemmia, Vicino alla posa, sul selciato, c'è una grossa lastra di pietra, le cui scalanature indicano che era parte di un vecchio frantoio.

3 Tramolino (variante)
La mulattiera di sinistra, impreziosita da due bei ponti in pietra, raggiunge la località  di Tramolino (Tramuìn), situata al di là  della strada carrozzabile. Il toponimo deriva dal fatto che essa era situata oltre i mulini che caratterizzano il corso del Rio Maggiore. Un primo mulino, quello dei Petón, si trova alla vostra sinistra e con un po' di attenzione potete riconoscere il bidu, ossia la condotta che serviva a convogliare verso la ruota l'acqua del torrente. Poco più avanti, sulla destra, c'è il mulino di Zan dii Laciòn, al secolo Giovanni Raffellini, l'ultimo a macinare il grano fino agli anni venti del secolo scorso. Altri mulini continuarono l'attività  fino agli anni sessanta ma soltanto come frantoi. Un terzo mulino è riconoscibile sulla sinistra, poco prima del secondo ponte: affanciadovi dalla porta potrete vedere anche ciò che resta degli ingranaggi mossi dalla ruota. Appena dopo il ponte, scendendo una piccola scala, trovate la fontana di Tramolino.

4 Casale e Cacinagora
n località  Tramolino, dopo alcuni tornanti della mulattiera, si stacca sulla destra una scalinata infrascata (aa Trama) che raggiunge i nuclei medievali, oggi disabitati, di Casale (Cazau) e Cacinagora (Cazinagua). Cacinagora, secondo la tradizione, sarebbe il più antico dei primitivi insediamenti collinari da cui ha avuto origine Riomaggiore. Si è ipotizzato che il toponimo possa avere la propria etimologia nel vocabolo greco «agorà» e indichi dunque una «piazza del formaggio», a conferma dell'origine elennica di Riomaggiore postulata dalla leggenda di Montenero. Nelle sue memorie, il reverendo De Battè, vissuto nel Settecento, scrive che da giovane, durante il dissodamento di un terreno nei pressi del borgo di Cacinagora, fu testimone del ritrovamento di un antico architrave, sul quale era scolpito un fanciullo vestito alla greca e una scritta nella stessa lingua.

5 Via Grande
La mulattiera che sale verso il santuario di Montenero è chiamata Via Grande: essa fu appositamente allargata e lastricata per consentire il passaggio della processione con il quadro della Madonna in occasione dell'incoronazione del 1892, un evento contornato da grandi festeggiamenti, ancora oggi ricordati nella memoria collettiva. La mulattiera segue il corso del Ria, affluente del Rio Maggiore, il quale, secondo quanto tramandano gli anziani, è rimasto quasi completamente prosciugato in seguito alla costruzione della galleria ferroviaria duranti i lavori per il raddoppio della linea Genova-Spezia. La confluenza tra i due torrenti è visibile sulla sinistra al termine della prima scalinata.

6 Bargón
In località  Bargón, appena prima del punto in cui la mulattiera interseca la strada carrozzabile, vi è un altro nucleo di case, situate sul crinale che divide la valle del Ria da quella del Rio Maggiore. Si noti come il versante collinare sia stato sezionato dai lavori per la costruzione della statale negli anni sessanta. Il percorso che risaliva il crinale è stato conseguentemente abbandonato, come mostra l'antico ponte di pietra, ormai inutilizzato, situato proprio al di là  della carrozzabile.

7 Fontana dei Giandràn
Poco più avanti la mulattiera abbandona il corso del Ria per svoltare a destra e inoltrarsi nel bosco. Un tempo anche questo tratto di strada correva in mezzo ai vigneti, come testimoniano inequivocabilmente i muretti a secco ai lati del sentiero. Proprio dove la mulattiera smette di salire, una piccola scala sulla sinistra conduce alla fontana dei Giandràn, così chiamata dal casato dei proprietari del terreno. La sorgente è situata all'interno di una caratteristica volta a botte, fatta di pietre ricoperte di muschio, in fondo alla quale sono visibili le due vasche della fontana. Purtroppo la sorgente è oggi quasi completamente prosciugata.

8 Montenero
Montenero (Munteneigru), situato sulla cima del colle omonimo, secondo la tradizione così chiamato a causa della folta macchia che lo ricopriva, rappresenta il più importante tra i nuclei collinari medievali da cui ha avuto origine Riomaggiore, come dimostra il fatto che nei documenti più antichi la comunità  è indicata proprio con tale denominazione. Nel 1251 gli abitanti di Montenero, Cacinagora, Casale, Limen e Saricò furono riuniti sulla cima di un monte per giurare fedeltà  alla Repubblica di Genova impegnata nella guerra contro Pisa. Fu proprio il passaggio alla Superba, avvenuto definitivamente nel 1276, a rendere possibile, grazie alla ritrovata sicurezza dei mari, la fondazione di Riomaggiore nei pressi della foce del torrente e il conseguente graduale abbandono degli originari nuclei collinari.

9 Chiesa
Secondo una leggenda tramandata oralmente di generazione in generazione, il santuario di Montenero sarebbe stato costruito per conservare la sacra immagine che i primi riomaggioresi, profughi greci in fuga da una persecuzione iconoclasta, portarono con sè dall'oriente. La tela della Madonna assunta, dipinta secondo la tradizione da San Luca, sarebbe poi stata nascosta per salvarla dalle orde longobarde e ritrovata oltre un secolo dopo grazie all'apparizione miracolosa di cui fu testimone una giovane pastorella. Nel luogo del ritrovamento, sgorgò una fonte, le cui acque vennero raccolte in una cisterna tuttora esistente. La chiesa è stata oggetto di successivi rifacimenti che l'hanno condotta alle attuali fattezze. Dell'impianto originario, tuttavia, è ancora visibile un'interessante caratteristica: disponendosi al centro della navata, è possibile osservare come il capocroce sia inclinato verso sinistra. Si tratta di una caratteristica tipica del romanico ligure, tesa a simboleggiare il capo reclinato di Cristo sulla croce. Fortissimo, da sempre, il legame affettivo che lega i riomaggioresi a Montenero, coinvolgendo anche chi non è praticante. A Pentecoste, in occasione della festa del santuario, è tradizione per i riomaggioresi trascorrervi un paio di giornate. In tale occasione, viene esposto nella chiesa l'oro della Madonna, raccolto nel tempo grazie agli ex voto dei fedeli. La Madonna di Montenero, infatti, ha sempre avuto la duplice funzione di protettrice della vigna da un lato e dei naviganti dall'altro, come dimostrano gli stessi canti tradizionali ad essa dedicati.

10 Limen
Imboccando il sentiero che ha inizio in un boschetto di lecci situati sul retro del santuario, si raggiungere Limen, un altro degli originali insediamenti collinari che hanno dato origine a Riomaggiore. Il toponimo sembrerebbe discendere dalla prossimità  del confine con le terre di Biassa o ancora, secondo un'interpretazione decisamente più fantasiosa fondata sulla vicinanza del borgo di Monesteroli, da Menestheus Limen, ossia il limite occidentale raggiunto nei suoi viaggio dall'eroe greco Menesteo, protettore dei naviganti, la cui funzione sarebbe poi stata ereditata dalla Madonna di Montenero. Nella piccola cappella di Limen, dedicata a San Bernardo di Chiaravalle, si celebra messa soltanto una volta all'anno, ossia in occasione della festa del santo che ricorre il 20 di agosto.

11 Saricò
Da Limen un sentiero infrascato conduce a Saricò, un altro dei primitivi insediamenti collinari, il quale trae il nome dal cerro (seru nel dialetto locale), albero appartenente alla stessa famiglia delle querce, molto diffuso nel territorio di Riomaggiore. Presenta la medesima etimologia anche la sottostante val di Serra (Sera), nei cui terrazzamenti esposti al sole si produce l'uva più pregiata, usata per il celebre sciachetrà , il passito liquoroso tipico delle Cinque Terre. Continuando lungo il percorso principale, si sale invece in località  Telegrafo, raggiungendo l'Alta via delle Cinque Terre, il panoramico sentiero di crinale che congiunge Portovenere a Levanto.