Destination Management Plan di Riomaggiore: l’Amministrazione rafforza l’impegno a sostegno degli operatori e di un turismo che genera valore sul territorio

Destination Management Plan di Riomaggiore: l’Amministrazione rafforza l’impegno a sostegno degli operatori e di un turismo che genera valore sul territorio RIOMAGGIORE, 3 GENNAIO 2026 – A seguito dell’incontro con gli operatori turistici del territorio, tappa del percorso di definizione del Destination Management Plan di Riomaggiore, l’Amministrazione Comunale ha ribadito con chiarezza la propria linea in materia di turismo.

Data:
5 Gennaio 2026

Destination Management Plan di Riomaggiore: l’Amministrazione rafforza l’impegno a sostegno degli operatori e di un turismo che genera valore sul territorio

Destination Management Plan di Riomaggiore: l’Amministrazione rafforza l’impegno a sostegno degli operatori e di un turismo che genera valore sul territorio

RIOMAGGIORE, 3 GENNAIO 2026 – A seguito dell’incontro con gli operatori turistici del territorio, tappa del percorso di definizione del Destination Management Plan di Riomaggiore, l’Amministrazione Comunale ha ribadito con chiarezza la propria linea in materia di turismo. Una linea che prende atto delle difficoltà strutturali del settore e riafferma la volontà di investire strumenti e risorse a supporto di un turismo capace di generare valore reale per il territorio e per chi lo vive.

La situazione turistica a Riomaggiore e, più in generale, nelle Cinque Terre è oggi segnata da criticità evidenti: picchi di presenze giornaliere e flussi irregolari che sovraccaricano spazi e servizi, una crescente pressione sui residenti e una marcata dipendenza da intermediari esterni. Tutto questo ha effetto sulla riduzione di presenze qualificate, produce una stagionalità sempre più accentuata, un’economia serale debole e un lavoro concentrato in poche ore della giornata.

L’obiettivo dell’Amministrazione è rafforzare un modello di turismo più equilibrato, capace di sostenere l’economia locale nel tempo e di restituire centralità alla qualità del soggiorno. Un cambio di paradigma che supera approcci di breve periodo e logiche esclusivamente quantitative, per puntare su permanenze più lunghe, maggiore qualità della spesa per ospite e maggiore stabilità economica per gli operatori. In sintesi, passare da visitatori mordi e fuggi a turisti che scelgono di fermarsi, pernottare e vivere il territorio.

In questa direzione si inserisce la decisione di rendere operativa, a partire dal mese di gennaio, un’Unità Operativa Specifica sul Turismo denominata “Rete di destinazione Riomaggiore e Manarola”, concepita come strumento di coordinamento strutturato tra pubblico e privato. La Rete coinvolge operatori commerciali, strutture ricettive, ristoratori, il Comune di Riomaggiore e la società FTourism, con l’obiettivo di costruire in modo condiviso prodotti ed esperienze turistiche coerenti con l’identità dei luoghi e con le linee strategiche del Destination Management Plan.

Il lavoro si concentrerà sulla progettazione di itinerari tematici legati al mare, ai vigneti, ai sentieri e alla cultura locale, sullo sviluppo di esperienze turistiche strutturate e sulla valorizzazione dell’offerta serale come vero e proprio prodotto. Particolare attenzione sarà rivolta alla creazione di vantaggi per chi sceglie Riomaggiore come luogo di soggiorno (anche con l’attivazione di una Riomaggiore Card) e all’integrazione dell’esperienza locale con il più ampio sistema delle Cinque Terre.

I contenuti e le proposte sviluppate confluiranno all’interno del sito www.visitcinqueterre.eu, affidato a LO Studio, società specializzata nella promozione turistica digitale. Il portale diventa così uno strumento attivo di orientamento dei comportamenti dei visitatori, pensato per favorire soggiorni più lunghi e consapevoli.

«A differenza di quanto spesso viene comunicato all’esterno, le Cinque Terre non sono e non devono essere una destinazione da vivere in giornata», dichiara la sindaca di Riomaggiore, Fabrizia Pecunia. «Sono un territorio da vivere su più giorni, con tempi lenti, per poterne cogliere davvero il valore: dai sentieri al mare, dalla cultura alla gastronomia, fino alla relazione con le comunità locali. Per questo è necessario costruire e veicolare indicazioni chiare di fruizione del territorio, perché crediamo che questo sia l’unico modello realmente sostenibile per il futuro delle Cinque Terre».

 

Ultimo aggiornamento

5 Gennaio 2026, 10:15

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