Nascoste per oltre un secolo tra i documenti di una famiglia di Riomaggiore, sono riemerse alcune lettere inedite di Telemaco Signorini, il grande pittore macchiaiolo che amò profondamente il borgo delle Cinque Terre, fonte di ispirazione per alcuni dei suoi dipinti più conosciuti.
La corrispondenza ritrovata con don Antonio Pasini, giovane sacerdote riomaggiorese appassionato di pittura, restituisce un rapporto di amicizia e affetto. Riomaggiore non fu per Signorini soltanto il “paese lucente” entrato nella sua opera, ma un luogo del cuore, abitato da persone con le quali condivise pensieri, curiosità e attenzioni quotidiane.
Le lettere sono al centro del libro “Telemaco Signorini e il prete pittore di Riomaggiore. Il borgo e la sua gente nelle lettere inedite a Don Antonio Pasini”, che sarà presentato giovedì 23 luglio, alle ore 21.15, al Castello di Riomaggiore.
Interverranno Fabrizia Pecunia, Sindaca di Riomaggiore, Lorenzo Viviani, Presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre, e Attilio Casavecchia, autore del volume.
Il carteggio offre – oltre a questa inedita versione più umana del grande pittore – l’interessante spaccato sociale del borgo alla fine dell’Ottocento: una comunità ancora profondamente legata alle proprie consuetudini e al proprio passato, ma già attraversata dalle trasformazioni prodotte dalla ferrovia Genova-La Spezia, dalla costruzione dell’Arsenale militare e dalla prima industrializzazione del Golfo.
Nelle lettere compare più volte anche il vino delle Cinque Terre, spesso degustato da Signorini, che ne diventa uno dei primi ambasciatori: il vino bianco e quello che l’artista chiamava “sciaccatras”, portato in assaggio persino a un collezionista inglese.
In occasione della presentazione saranno esposti due disegni originali di Telemaco Signorini, rinvenuti tra i materiali conservati dal Comune di Riomaggiore e successivamente riconosciuti come autentici.
«Siamo particolarmente felici di mostrare al pubblico due opere che rendono ancora più concreto il legame tra Signorini e Riomaggiore – dichiara la Sindaca Fabrizia Pecunia –. Telemaco Signorini è parte della storia e dell’identità culturale del nostro paese e, grazie a questo libro, scopriamo che non si limitò a ritrarne i luoghi e gli abitanti, ma seppe entrare in relazione profonda con la comunità».
«Queste lettere non raccontano il grande artista che contribuì a far conoscere Riomaggiore nel mondo o il borgo che ispirò la sua pittura – conclude Attilio Casavecchia –. Raccontano soprattutto l’uomo e le relazioni che seppe costruire con i suoi abitanti, attraverso una confidenza e un’affettuosa familiarità che gli permisero di sentirsi parte di questo luogo»
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