Riomaggiore, 21 Agosto 2026 – Cosa è giusto fare con i bambini? Educare o proibire è spesso una contrapposizione sbrigativa, ma la domanda è quotidiana, mentre social media, algoritmi e sistemi di Intelligenza Artificiale (IA) sono parte integrante della vita di bambini e adolescenti, modificando il modo in cui imparano, giocano, costruiscono relazioni e conoscono il mondo.
Giovedì 27 agosto, alle ore 18.30 – anticipato dalle 21.00 per lo svolgersi della Cena Paesana il tradizionale appuntamento in cui a Riomaggiore si cena in piazza portandosi cibo e bevande da casa – Castello di Parole è dedicato al tema “Bambini, social e Intelligenza Artificiale: educare o proibire?”, con la partecipazione di Giovanna Mascheroni, autrice del libro Per i bambini, pubblicato da Mondadori, e di Barbara Venturini Guerrini, neuropsicologa infantile.
Per il terzo anno consecutivo, l’appuntamento estivo della rassegna approfondisce il tema dell’Intelligenza Artificiale, le sue connessioni con la vita quotidiana e i nodi che ci obbliga a districare nel privato e sul lavoro. Dopo Tomaso Poggio, docente MIT di Boston, con Marco Magrini nel 2024 con le connessioni tra intelligenza naturale e artificiale e Alessandro Aresu nel 2025 con l’impatto dell’IA tra politica e filosofia, questa volta il focus è rivolto all’infanzia e all’adolescenza: per comprendere che cosa significhi crescere in ambienti regolati da piattaforme, algoritmi e dispositivi che raccolgono dati sensibili, selezionano contenuti e influenzano comportamenti e relazioni.
Il confronto parte dalle questioni che coinvolgono più direttamente genitori e educatori: l’età del primo smartphone, il tempo trascorso davanti agli schermi, l’uso dei social media, la salute mentale, la trasformazione del gioco e delle relazioni tra coetanei. Ma prova anche a uscire dalla ricerca di risposte valide per tutti, considerando le differenze di età, competenze, fragilità e contesto familiare e sociale.
Il libro di Giovanna Mascheroni propone un approccio che prende le distanze dalle letture allarmistiche, che attribuiscono alla tecnologia ogni forma di disagio giovanile, e dall’idea che l’innovazione possa risolvere automaticamente i problemi educativi. Quando si parla di bambini e digitale, rischi e opportunità sono spesso intrecciati, perché proteggere significa anche fornire gli strumenti necessari per compiere scelte consapevoli.
A questo sguardo di studio e ricerca si affianca l’esperienza clinica di Barbara Venturini Guerrini, neuropsicologa infantile che porterà nel confronto una prospettiva concreta e operativa, maturata nell’ascolto quotidiano di bambini, adolescenti e famiglie, delle loro difficoltà e degli strumenti utili per affrontarle.
«Abbiamo scelto di tornare sul tema dell’Intelligenza Artificiale perché è un tema preponderante nelle abitudini, nello studio e nelle relazioni dei più giovani – dichiara la sindaca di Riomaggiore Fabrizia Pecunia –. Di fronte a trasformazioni così rapide, il divieto può sembrare la risposta più immediata, ma non sempre è quella più utile. Come amministratori così come adulti, genitori, educatori abbiamo la responsabilità di comprendere questi strumenti, stabilire limiti adeguati e aiutare bambini e ragazzi a usarli senza subirli. Castello di Parole vuole offrire uno spazio di confronto lontano sia dagli allarmismi sia dalle semplificazioni».
Lascia un commento