AL CASTELLO DI RIOMAGGIORE – Al via la V edizione di Castello di Parole: tre giornalisti, tre libri per salutare il 2026. | Il primo appuntamento della rassegna è sabato 24 gennaio ore 17,30

AL CASTELLO DI RIOMAGGIORE  Al via la V edizione di Castello di Parole:tre giornalisti, tre libri per salutare il 2026.

Data:
20 Gennaio 2026

AL CASTELLO DI RIOMAGGIORE – Al via la V edizione di Castello di Parole: tre giornalisti, tre libri per salutare il 2026. | Il primo appuntamento della rassegna è sabato 24 gennaio ore 17,30
AL CASTELLO DI RIOMAGGIORE 

Al via la V edizione di Castello di Parole:
tre giornalisti, tre libri per salutare il 2026.

Il primo appuntamento della rassegna è sabato 24 gennaio ore 17,30

Riomaggiore, 19 gennaio 2026 –  La quinta edizione di Castello di Parole, la rassegna culturale di Riomaggiore, comincia sabato 24 gennaio alle ore 17.30 con tre autori e tre titoli che scelgono memoria e resilienza come chiavi di interpretazione del nostro tempo, come lettura della contemporaneità.

Protagonisti dell’incontro sono Luciana Grosso con Mamdani. Un socialista a New York (Castelvecchi), Roberto Longoni con Malditerra (Arca Edizioni) e Mario Paternostro con Mi è scappato il nonno partigiano (Fratelli Frilli Editori). A condurre l’incontro saranno la giornalista Ornella D’Alessio e la sindaca di Riomaggiore, Fabrizia Pecunia.

Nel libro di Luciana Grosso la politica americana diventa un laboratorio narrativo e civile: Mamdani. Un socialista a New York ricostruisce l’ascesa di Zohran Mamdani e la sua capacità di parlare a una città che ha saputo sorprendere con una scelta dichiaratamente controcorrente, rimettendo al centro temi di rappresentanza, linguaggio e partecipazione.

Con Malditerra, Roberto Longoni firma un romanzo d’esordio che lavora sui legami e sulle fratture: una storia di formazione che tiene insieme il desiderio di partire e il peso ostinato delle origini, raccontando cosa resta quando si prova a prendere le distanze da ciò che ci ha formati.

Mario Paternostro, amato volto televisivo,  presenta: Mi è scappato il nonno partigiano, un noir che scava nel passato prossimo e remoto intrecciando un’indagine contemporanea con episodi della Resistenza, che in queste pagine torna materia viva, scomoda, tutt’altro che addomesticata.

Con questo primo incontro del 2026, Castello di Parole conferma la sua traiettoria culturale e civile. In quattro stagioni ha coinvolto quasi cento autori nazionali e altrettanti libri, costruendo una rassegna mensile che non si limita a ospitare presentazioni, ma crea continuità, confronto e senso di appartenenza. Portare la cultura in un piccolo centro significa infatti rafforzare il tessuto della comunità e offrire occasioni di incontro che restituiscono complessità ai luoghi, anche fuori dai periodi di massima pressione turistica.

«Castello di Parole è uno spazio di ascolto e di pensiero condiviso», sottolinea la sindaca di Riomaggiore, Fabrizia Pecunia. «È una rassegna che nasce per i cittadini e che nel tempo è diventata anche un modo diverso di raccontare Riomaggiore: non solo come luogo da attraversare, ma come comunità viva, capace di interrogarsi sul presente attraverso i libri e le voci di chi li scrive. Un progetto che ha trovato attenzione e riconoscimento anche a livello regionale, con la conferma per il secondo anno del patrocinio della Regione Liguria».

Ultimo aggiornamento

20 Gennaio 2026, 16:45

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