RIOMAGGIORE MARZO 2026 – In un tempo in cui la parola “cambiamento” sembra spesso svuotata o relegata alla retorica politica, torna centrale in una domanda concreta: quanto è ancora possibile incidere sulla società in cui viviamo? Da dove nascono oggi le forme di impegno civile e quali radici storiche continuano ad alimentarle?
Il ciclo di incontri Castello di Parole torna al Castello di Riomaggiore venerdì 27 marzo con un appuntamento dedicato proprio al significato di coscienza civica di memoria – collettiva e storica – e alla possibilità, oggi, di immaginare e di praticare forme di trasformazione nella società contemporanea.
Se ne discute con Luca Telese, giornalista e conduttore televisivo di La7, autore con Marianna Aprile – con cui conduce in televisione “In onda” – del libro Materiali resistenti (Piemme), e Giorgio Pagano, ex sindaco della Spezia, autore di Tra utopia e realismo (ETS). Gli autori dialogano con la sindaca di Riomaggiore Fabrizia Pecunia e con la giornalista Ornella D’Alessio, in un incontro che intreccia due prospettive diverse ma complementari sul tema della partecipazione civile e del rapporto tra storia, responsabilità individuale e comunità.
Materiali resistenti è un viaggio attraverso storie contemporanee di impegno e responsabilità: esperienze di persone, gruppi e comunità che, spesso lontano dai riflettori, provano a cambiare in meglio il pezzo di Paese in cui vivono. Il libro raccoglie racconti che gli autori definiscono forme di “operosa speranza”, episodi in cui cittadini comuni scelgono di agire – nel lavoro, nella difesa dei diritti, nella solidarietà – quando il tessuto civile sembra lacerarsi. Un libro che ha l’ambizione di essere un anticorpo e di fornire idee per sopravvivere ai tempi feroci, alla cattiva politica ed essere felici.
A questo racconto del presente si affianca la riflessione storica proposta da Tra utopia e realismo di Giorgio Pagano, volume collettivo che torna a interrogare il significato degli anni Sessanta e del Sessantotto. Più che un movimento nato dentro le istituzioni politiche, il Sessantotto viene letto come una richiesta di cambiamento di civiltà: una spinta morale e culturale che intreccia matrici marxiste, cattoliche e libertarie nel tentativo di costruire una società più giusta, con una scuola e una fabbrica più democratiche e una diversa idea di cultura e sapere.
Il confronto tra i due libri mette così in relazione due tempi della stessa domanda: quella di una società più giusta e partecipata, ieri come oggi.
«Castello di Parole nasce per creare occasioni di incontro e di discussione pubblica su temi che riguardano la nostra società e il nostro modo di vivere insieme», sottolinea la sindaca Fabrizia Pecunia. «Parlare di resistenza civile, di utopia e di responsabilità individuale permette di interrogarsi su quanto ciascuno di noi possa contribuire, anche nei piccoli contesti, a costruire comunità più consapevoli e più solidali».
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