Riomaggiore: come trasformare l’overtourism in un’opportunità? Con un piano di gestione dei flussi e una strategia che punta sulla destinazione culturale al posto di mare e selfie. Ecco il progetto della sindaca Fabrizia Pecunia

Riomaggiore: come trasformare l’overtourism in un’opportunità?   Con un piano di gestione dei flussi e una strategia che punta sulla destinazione culturale al posto di mare e selfie.

Data:
9 Febbraio 2024

Riomaggiore: come trasformare l’overtourism in un’opportunità? Con un piano di gestione dei flussi e una strategia che punta sulla destinazione culturale al posto di mare e selfie. Ecco il progetto della sindaca Fabrizia Pecunia

Riomaggiore: come trasformare l’overtourism in un’opportunità?

 

Con un piano di gestione dei flussi e una strategia che punta sulla destinazione culturale al posto di mare e selfie.
Ecco il progetto della sindaca Fabrizia Pecunia

RIOMAGGIORE, 8 FEBBRAIO 2024

Mancano pochi mesi all’inizio della stagione turistica e il Comune di Riomaggiore dovrà far fronte prevedibilmente ad un aumento di presenze, considerando i primi segnali e un incremento dal 2022 al 2023 di un + 35%.

L’arrivo di oltre quattro milioni di visitatori, infatti, ha un impatto sulla vivibilità della comunità residente e pone la riflessione sulla sostenibilità di un’economia che, seppur ricca per il territorio, rischia di mettere a rischio la sopravvivenza ambientale, culturale e sociale dello stesso.

Riomaggiore e Manarola subiscono un turismo che crea disagi al territorio e potrebbe incidere sulla perdita di valore e di attrattività della destinazione. Per far fronte a questa sfida, Fabrizia Pecunia, Sindaca di Riomaggiore, ha affidato la realizzazione di un piano di Destination management, cioè un approccio strategico alla gestione dei flussi, ad un gruppo di esperti, la società di consulenza FTourism & Marketing di Josep Ejarque, già impegnati a livello nazionale e internazionale su destinazioni note per la loro complessità turistica, come, per esempio, Roma, Ischia, Cortina, Amalfi. Il Piano di Destination management di Riomaggiore, volto a trovare un equilibrio tra l’esperienza turistica dei turisti e visitatori e i bisogni del territorio, si inserisce all’interno della strategia più ampia già avviata dal Parco delle Cinque Terre – che ha realizzato uno studio proprio sulla gestione dei flussi – e intende seguire, per il suo sviluppo successivo, in modo fattivo, organico e sistemico le linee guida da esso indicate.

A febbraio è stata completata la fase preliminare del piano: a seguito di una prima analisi della situazione del sovraffollamento, della “reputazione” del borgo e delle criticità della destinazione, sono state coinvolte in una riunione generale le associazioni locali, che sono chiamate a collaborare, insieme agli operatori privati, a questo “cambiamento di rotta”. Occorre, infatti, lavorare in sinergia per spostare l’attuale “nomea” di Riomaggiore, da meta romantica, di sole, mare e natura ad una destinazione di esperienze uniche. L’obiettivo è quello di pianificare lo sviluppo turistico puntando sulle risorse culturali, del patrimonio e naturali del territorio, creando proposte, percorsi e esperienze autentiche per i visitatori, con un’adeguata strategia operativa per la gestione degli accessi, per la diffusione e la conduzione dei flussi, tramite eventuali sistemi di prenotazione, contingentamento, destagionalizzando e diversificando l’offerta.

“Questo nuovo progetto di Destination management le cui azioni vedranno la luce nei prossimi mesi – afferma Fabrizia Pecunia  – nasce da due esigenze urgenti: garantire la sicurezza dei visitatori e la preservazione del territorio e della sua identità culturale. Siamo alla prova del nove: con l’apertura la prossima estate della Via dell’Amore dovremo gestire, ancora di più di quanto fatto finora, la crescente presenza di turisti: le nostre stazioni, le strade di Riomaggiore e Manarola non possono accogliere un numero illimitato di persone. Dobbiamo intervenire collettivamente e congiuntamente per distribuire i turisti sul territorio, programmando gli arrivi e i soggiorni, e offrendo più opportunità di conoscenza e esperienza. Abbiamo già cominciato: con un calendario di eventi culturali annuale,  anche in bassa stagione, e  la prenotazione di visite guidate a piccoli gruppi per il primo tratto della Via dell’Amore, appena riaperto, comprensivo anche della visita al Castello di Riomaggiore. Questa è la direzione da prendere: #Riomaggiorefacultura è lo slogan che  accompagnerà queste iniziative e che deve diventare un mantra per i prossimi mesi”.

“Riomaggiore e Manarola sono per la loro bellezza ed unicità tra le destinazioni globali che meritano di essere visitate. La loro eccezionalità va preservata e curata suggerendo come usufruire del territorio, dove andare, cosa vedere, per assicurare un’esperienza unica e  fare un passo avanti verso un turismo gestito. E’ determinante stabilire la capacità di carico della destinazione e gestirla adeguatamente, per garantire il benessere economico e sociale della comunità e fornire ai visitatori l’esperienza turistica che desiderano”, dice Josep Ejarque.

In sintesi, il piano di destination management di Riomaggiore si propone di bilanciare gli interessi dei visitatori, delle imprese turistiche e delle comunità locali al fine di creare un’economia sostenibile e una destinazione attraente e vivibile, non più turistica, ma un luogo speciale e autentico per tutti, anche se in momenti diversi.

Ultimo aggiornamento

9 Febbraio 2024, 09:42

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